19 ottobre 1964. Karuizawa, Giappone.
Quel giorno l'Italia scrive una delle pagine più straordinarie della propria storia olimpica negli sport equestri.
Nel concorso completo, Mauro Checcoli e Surbean partono da lontano. Dopo il dressage sono soltanto al 14° posto della classifica generale con 54 punti negativi, mentre il tedesco Ligges, con 32, conquista la vetta della classifica. Ma il completo è una gara che si costruisce prova dopo prova, e il cross-country può cambiare tutto.
Quel giorno, sotto una pioggia incessante e in condizioni climatiche proibitive, Checcoli disputa una prova magnifica. Recupera terreno e posizioni fino a risalire al secondo posto della classifica con 66.40 punti, a poco più di un punto di distacco dal nuovo leader, l'inglese Meade.
Resta l'ultima prova: il salto ostacoli. Meade chiude con tre errori e 36 punti di penalità. Per conquistare l'oro individuale, Checcoli deve chiudere il percorso senza penalità. Non può permettersi errori.
E non ne commette.
Mauro Checcoli e Surbean sono campioni olimpici.
È la prima medaglia d'oro olimpica italiana nel concorso completo individuale. Ma non è finita: insieme ad Angioni, Ravano e Argenton, Checcoli contribuisce anche alla vittoria dell'oro a squadre.

Durante il Chio di Roma 1965 viene effettuata una premiazione speciale, dedicata ai protagonisti – cavalli e cavalieri – del trionfo olimpico in completo a Tokyo nel 1964: la medaglia d'oro sia individuale sia a squadre, risultati per cui è stata fondamentale l'opera di Fabio Mangilli.
Da sinistra: Giuseppe Ravano in sella a Royal Love, Mauro Checcoli su Surbean (oro individuale, futuro presidente della Fise dal 1989 al 1996), Fabio Mangilli in sella a Hodgins (uno dei cavalli impegnati nella preparazione olimpica), Paolo Angioni su King, Alessandro Argenton su Scottie.
“Un doppio record: mai nella storia delle Olimpiadi (fino ad almeno il 2028) l'Italia ha conquistato due medaglie d'oro nello sport equestre, e dunque men che meno nella stessa disciplina!”
Umberto Martuscelli, Piazza di Siena. Storia del concorso ippico più bello del mondo, 2026.
E Karuizawa non regala all'Italia soltanto quei due ori. Nel salto ostacoli, infatti, arriva anche il bronzo a squadre: Piero e Raimondo D'Inzeo, con Sunbeam e Posillipo, insieme a Graziano Mancinelli con Rockette, salgono sul terzo gradino del podio.
16 ottobre 1964: una giornata in cui l'equitazione italiana conquista tre medaglie olimpiche e consegna alla storia un nome, un cavallo e un'impresa: Mauro Checcoli e Surbean.
