"Varenne non corre, scrive. Il suo modo di muoversi in pista ha la stessa precisione e la stessa necessità di una prosa perfetta. Guardarlo correre non è uno spettacolo sportivo, è una lezione di stile."
Anni fa, a chi chiedeva al raffinato scrittore e giornalista Giorgio Manganelli perché perdesse il suo tempo tra le piste degli ippodromi a guardare dei cavalli, lui rispondeva così.
Oggi, 18 agosto 2026, la sua prosa perfetta ha lasciato questo mondo per entrare definitivamente in quello del mito. Un infarto fulminante lo ha portato via nella notte.
Nato nel 1995, Varenne ha dominato un'epoca intera, vincendo 62 delle 73 corse disputate e portando a casa i titoli più prestigiosi del mondo (dal Prix d'Amérique all'Elitloppet). Ma la sua grandezza stava proprio in ciò che Manganelli aveva intuito: una fluidità totale, una perfezione geometrica nel trotto che sembrava scritta da un autore classico.
Il suo storico driver, Giampaolo Minnucci, lo ha salutato con parole commosse: «Oggi Varenne quelle ali le ha messe per viaggiare altrove. Corri sempre libero, nostro Capitano».
Con la sua scomparsa si chiude definitivamente un libro di imprese leggendarie. La sua prosa perfetta, però, rimarrà impressa per sempre nella memoria collettiva, come i grandi capolavori della letteratura che il tempo non potrà mai scalfire.
Buon viaggio, Capitano.