È morto Monty Roberts. E per noi, oggi, è un giorno di lutto.

È morto Monty Roberts. E per noi, oggi, è un giorno di lutto.

Ci sono libri che si leggono. E poi ci sono libri che, senza che ce ne accorgiamo, cambiano la direzione della nostra vita.

Per me, il primo libro a tema equestre è stato L'uomo che ascolta i cavalli di Monty Roberts, nell'edizione italiana di Imprimatur del 2013. È stata una lettura folgorante. Non sapevo ancora dove mi avrebbe portato, ma da quelle pagine è iniziato un percorso che, nel tempo, mi ha spinto a cercare altri libri, altre storie, altri aneddoti sul mondo del cavallo.

Ho cominciato così a desiderare di condividere i passaggi che più mi colpivano, le frasi che meritavano di essere ricordate, le pagine che avrei voluto far leggere anche agli altri. È nata così una pagina Facebook: More than a Horse, era il dicembre del 2016. Quella pagina, con il tempo, è diventata qualcosa di molto più grande: una comunità, un luogo di incontro per persone accomunate dalla stessa passione, un progetto editoriale.

Ma se oggi esiste More Than a Horse, la prima pietra di questo cammino è stata posata da un libro.

Quel libro era L'uomo che ascolta i cavalli.
E quell'uomo era Monty Roberts.

Per questo la notizia della sua morte, per noi, ha un significato particolare. Non perdiamo soltanto una delle figure più conosciute e influenti della storia recente dell'equitazione. Perdiamo, in qualche modo, una delle persone che hanno contribuito a mettere in moto la nostra stessa storia. Per questo ci uniamo al cordoglio della sua famiglia, dei suoi amici e di tutti coloro che lo hanno conosciuto e seguito.
Ma oggi, in qualche modo, siamo in lutto anche noi.

Perché ogni storia ha un inizio. E la nostra, prima ancora di diventare una pagina, prima ancora di diventare un progetto editoriale, è cominciata tra le pagine di un libro.

Quello di Monty Roberts.

 

Luciano Ruiu

Torna al blog
1 su 5